Ogni anno milioni di passeggeri italiani subiscono ritardi, cancellazioni o disservizi durante i voli, spesso senza sapere che in molti casi la legge prevede un rimborso fino a 600 € a persona. Non si tratta di un bonus promozionale né di un’agevolazione temporanea, ma di un diritto riconosciuto ai passeggeri aerei che continua ad essere valido anche nel 2026.
Nonostante ciò, una grande parte dei viaggiatori in Italia non presenta mai richiesta di compensazione, perdendo somme che potrebbero essere recuperate in modo legale e relativamente semplice.
Da dove nasce il rimborso fino a 600 €?
Il diritto alla compensazione economica per i voli deriva dalla normativa europea sulla tutela dei passeggeri aerei, applicabile anche in Italia. Questa normativa stabilisce che, in determinate circostanze, il passeggero ha diritto a un indennizzo economico quando il volo:
- arriva a destinazione con oltre 3 ore di ritardo
- viene cancellato con scarso preavviso
- comporta un negato imbarco (ad esempio per overbooking)
L’importo della compensazione varia in base alla distanza del volo:
- fino a 250 € per voli brevi
- fino a 400 € per voli medi
- fino a 600 € per voli a lungo raggio
Questi importi sono indipendenti dal prezzo del biglietto e possono essere richiesti anche per voli low-cost.
Quali voli danno diritto al rimborso?
Molti passeggeri pensano erroneamente che il rimborso sia valido solo per voli internazionali o per compagnie di linea. In realtà, la normativa si applica a:
- voli in partenza da qualsiasi aeroporto italiano
- voli in arrivo in Italia operati da compagnie europee
- voli nazionali, europei e intercontinentali
Sono inclusi anche i voli charter e quelli acquistati tramite agenzie online.
Quando la compagnia non è obbligata a pagare?
Esistono alcune eccezioni, soprattutto nei casi di circostanze straordinarie, come:
- condizioni meteo estreme
- emergenze sanitarie
- chiusura improvvisa dello spazio aereo
Tuttavia, problemi tecnici, scioperi interni alla compagnia, overbooking o carenze organizzative non sono considerati circostanze straordinarie. In questi casi, il rimborso resta dovuto.
Perché molti italiani non richiedono il rimborso?
Nonostante la normativa sia in vigore da anni, il livello di conoscenza resta basso. Le principali ragioni sono:
- mancanza di informazioni chiare
- procedure percepite come complicate
- scarsa comunicazione da parte delle compagnie aeree
- convinzione errata che “non valga la pena”
In molti casi, i passeggeri scoprono il diritto al rimborso mesi o anni dopo il volo, quando pensano che sia troppo tardi. In realtà, in Italia è spesso possibile presentare richiesta anche a distanza di tempo, entro i termini di prescrizione previsti.
Come prepararsi a sfruttare il rimborso nel 2026
Con l’aumento del traffico aereo previsto per i prossimi anni e una crescita delle tratte low-cost, i disservizi aerei continueranno a verificarsi. Essere informati diventa quindi fondamentale.
Per tutelarsi è consigliabile:
- conservare biglietti, carte d’imbarco e conferme di prenotazione
- annotare orari effettivi di partenza e arrivo
- richiedere informazioni scritte in caso di ritardo o cancellazione
- verificare sempre se il volo rientra nei criteri di compensazione
Un diritto spesso dimenticato
Il rimborso fino a 600 € non è un privilegio per pochi, ma un diritto riconosciuto a milioni di passeggeri, inclusi gli italiani che viaggiano per lavoro, turismo o motivi familiari. In un periodo di aumento del costo della vita, conoscere e far valere questi diritti può rappresentare un aiuto concreto, soprattutto per chi viaggia più volte all’anno.
Nel 2026, informarsi e agire consapevolmente sarà il primo passo per non lasciare inutilizzati diritti che la legge già mette a disposizione dei passeggeri.